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    July 05

    Aò!

    Mitico pupone.
    Domanda giornalista: "Francesco, tu che sei il leader di questa squadra ti sarai fatto un'idea dei ruoli che ancora non sono coperti"
    Totti (sguardo intriso di dabbenaggine): "E' normale che più giocatori viene (sic), meglio è pa' a Roma. (silenzio) Oh, poi dipende da che ruoli so'!"
    Giornalista: "Appunto. Un portiere, un difensore, un centravanti..."
    Totti: "Mah, se m'a metti così, te dico che stiamo a pposto così"
    Giornalista: "Quindi non ritieni vi sia bisogno di alcun rinforzo?"
    Totti: "No, t'ho detto: è normale che abbiamo bbisogno di alcuni ggiocatori"
    Giornalista "Eh, in quali ruoli?"
    Totti: "Noo! Sui ruoli siamo ggià a pposto così".
    Mah...mitico e rimitico.
    July 04

    Blues 2009

    Venerdì 3 luglio. E il venerdì è andato. Le mille incertezze, ansie, mugugni della vigilia si sono sciolti man mano che la folla ha invaso le piazze, le vie, gli incroci. Una folla che - per quanto ha riguardato Sala e dintorni -non si è minimamente ridimensionata rispetto agli anni scorsi, anche perchè costituita quasi esclusivamente da indigeni. Da quel punto di vista, dunque, nessuna crisi. Il problema, lo si è potuto appurare con un rapido giro nell'ora di punta, è stato fuori da quello stretto reticolo di strade.Il famoso popolo del blues non c'è più. L'eccentricità, la svagatezza, il folclore, i canti, i balli, le musiche, difficilmente troveranno ancora casa a Pistoia. La scelta politica è stata fatta, il dado tratto, e non dico che non sia legittimo. Bisogna semplicemente esserne coscienti: il festival blues diventerà sempre più un evento per famiglie, con un innalzamento dell'età media che - negli auspici degli amministratori - dovrebbe essere inversamente proporzionale ad incidenti, infortuni e proteste dei residenti. La scaletta dei concerti non potrebbe essere più lampante. A meno che non si consideri Joss Stone sullo stesso piano di Santana e Bob Dylan.    
    July 01

    Il treno

    Analisi sociologica del treno. Primo mezzo di locomozione dotato di energia meccanica, ha da subito incarnato lo spirito del progresso, del superamento dei limiti di spazio e di tempo. Ben presto, però, le classi ricche si sono impossessate di questo sogno, accaparrandosi i treni e i vagoni più efficienti, più puliti, più sicuri, relegando la plebaglia all'utilizzo di carrozze zozze, puzzolenti, asfittiche, stipate all'inverosimile. Gli strati sociali più abbienti hanno sottratto la speranza di emancipazione alle persone meno facoltose: il treno - che ogni giorno porta milioni di persone al lavoro - già dai primi convogli dell'alba segnala chi appartiene a cosa, con una separazione tra macchine all'avanguardia e macchine d'anteguerra (che impiegano tempi biblici) che non è altro che una delle tante partizioni estreme del nostro paese: chi ha tutto e chi non ha niente (ma gli si fa credere di avere tanto).
    L'episodio di Viareggio - trattandosi di un treno merci - forse non c'entra nulla. Ma forse ci ricorda che l'attenzione su rotaie è unicamente focalizzata su una certa categoria di persone, su un unico segmento di mercato. Tutto il resto, è noia.

    Titololibero

    Ho preso la piacevole abitudine di consultare anche la libera informazione. Non mi sono ancora del tutto distaccato dall'informazione istituzionale (Repubblica, che nonostante tutto ospita cronisti ed opinionisti di grande livello), così come ancora troppo spesso indulgo nello svogliato ascolto dei notiziari sportivi, ma - insomma - ho fatto poderosi passi in avanti: skyTg24 (dove ci sono le due anchorwomen più belle della tv italiana, ma questo è un altro discorso), i blog di Grillo, di Travaglio, di QuiMilanoLibera, noisefromamerika ecc. sono tutte fonti fattuali, che propongono documenti ed atti, testimonianze dirette e dati sensibili. Per definizione, non possono essere tacciate di alcun condizionamento: libera è l'informazione scevra da ogni condizionamento di opinione. Le opinioni servono, anzi è quasi doveroso che i mezzi di comunicazione formino la piattaforma per permettere a chiunque di esprimere la propria visione delle cose. Ma esse non possono anteporsi ai fatti, anche perchè senza i fatti le opinioni non si capiscono. E poi devono essere ben segnalate, inquadrate, circostanziate. Con queste precauzioni, le opinioni sono sacrosante. Io stesso mi trovo a leggere quegli autori con cui ho stretto un patto di fiducia intellettuale, spesso per vedere riflessi nelle loro parole i miei pensieri: è così con Michele Serra, per esempio. Ma la sua "amaca" è compresa - appunto - nello spazio delle idee e commenti, non inserita tra le cronache e le note politiche. Ciò che sogno di diventare, è, appunto, un giornalista dei fatti. Senza virtuosismi retorici o concessioni all'emotività: solo i fatti, i numeri, i luoghi, i racconti in prima persona. Utopia?
    June 29

    Noise from Amerika - Le giornate di Firenze

    Sono a Villa "la Pietra", Firenze, per seguire la prima delle giornate su temi di politica ed economia organizzata da NoiseFromAmerika. Scuola, istruzione e ricerca gli argomenti della mattinata e primo pomeriggio: argomentazioni piuttosto standard e scontate, condite da termini gergali ed inglesismi senza senso. Un problema non è complesso, è "tricky". Piuttosto annoiato dalla corrente conferenza, in ansia per la prossima sul mercato dei media (avvistato Tito Boeri, seduto dietro di me c'è Oscar Giannino), vengo colto da un'improvvisa inclinazione per l'aforisma caustico. "Il cattivo economista quando vede un elefante ti parla del perchè si sono estinti i mammuth; il bravo economista quando vede un elefante dice semplicemente: elefante". (Ok, non ne ho la vocazione).

    Giusto qualche minuto di coffee-break ed incrocio Oscar Giannino: pantaloni gialli, mocassini di pelle rosse, camicia e calzini in tinta arancione, immancabile bastone.
    "Signor Giannino, scusi"
    "Maccè signor Giannino. Oscar"
    "Ok, Oscar. Le rubo dieci secondi. Mi sono appena laureato in economia. Vorrei fare il giornalista"
    "Bastano meno di dieci secondi. La risposta è comunque no. Evidentemente non hai un'idea di come sta messo il settore"
    "Lo so che è al collasso. Ma quale settore professionale attualmente non lo è?"
    Le solite Cassandre. Discorsi che mi sono sentito fare mille volte. Discorsi legittimi, ma che mi impegnerò a smentire. Alla faccia della barba di Giannino. 
       
    June 28

    First day of work

    Maybe for the first time in my life, I can say I worked today. In fact I had to deal with the first real first customers of the b&b, and I must admit I coped with it pretty well: early wake-up, breakfast making and guests' entertainment with an unsuspectable professional diligence. I was just pretending it wasn't the first time, while it was, actually! I do hope it is the beginning of a new phase for the business, that it will be able to allow us to get in touch with so many different people. More generally, I do hope it is the beginning of a new phase in my life, where I'll be more confident over my skills and I'll be considering myself a bit more mature. Today I earned a bit of enthusiasm, 75 euros worth.
    June 25

    Io difendo la Costituzione contro il regime

    <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2008/12/15/firma_lappello_finitravaglio.html" target="_blank"><br> <img src="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/48512/appello_fini_travaglio.jpg"> </a>
    June 24

    Una sera a Serravalle

    Stasera ho conosciuto di persona Paolo Hendel. Mi ha fatto un'ottima impressione, molto affabile e caloroso. Forse perchè ero stato presentato da Piero Metelli, mi ha subito dimostrato cordialità. Punti in più per Carcarlo Pravettoni. E la lira si impenna!
    June 22

    Free poem

    As these days occur
    there's no need to say
    We would like some more
    and just change the way.
    We behave like pigs,
    we react like sheep,
    barons with old wigs
    make our ascent steep.
    As the press is strained
    and the freedom torn
    you just grow up chained
    like you were never born.
    In all this gloom
    all we need's a boom,
    a definite solution:
    cultural revolution!

    Fondo toccato?

    L'Italia di stasera contro il Brasile mi ha fatto pena. Lucio che fissa Rossi con sguardo di scherno mi sembra l'immagine perfetta (a proposito, ma Rossi non dovrebbe essere molto più veloce di Lucio, che ha invece tutto il tempo di affiancarlo, superarlo e pure girare la testa in corsa?). Guardiamoci negli occhi, a testa alta: l'Italia, anche nel calcio, è parecchie spanne inferiore al resto del mondo. E non mi parlate di anti-patriottismo, o cagate del genere. Se parlo così è proprio perchè amo il mio Paese, o amo ciò che vorrei diventasse. Ciò che vedo - con una gravità che non riterrò mai eccessiva - è il disfacimento di valori e serietà, di buon senso e sincerità che sta putrefacendo il nostro Paese, il che ha un inevitabile riverbero sulla Nazionale. Pressapochismo, menefreghismo, presunzione, opacità, prostituzione intelletuale (per dirla alla Mou), inefficienza sono tutte caratteristiche che ci portiamo dietro in qualsivoglia frangente, adese come cozze. Crediamo di essere tra i migliori al mondo, forti di primati che - per qualche coincidenza cosmica molto fortuita - abbiamo maturato in passato. La vera grandezza, però, è capire che il mondo cambia, che gli altri (magari ammirandoti ed imitandoti) crescono, danno tutto per essere meglio di te. Noi, no. Noi siamo campioni del mondo. Sì, ma di quale? Del nostro? Di un mondo dove il premier va a puttane e poi rivendica la centralità della famiglia? 

    Notte all'ospedale

    Il problema è che non mi so controllare. Davanti agli stuzzichini dell'aperitivo, non mi so controllare. Anche se il mio cervello mi suggerisce che è caldo, che magari le salsine possono essersi guastate, che sì - anche se il tuo stomaco si è sempre dimostrato forte - c'è sempre una prima volta per le intossicazioni alimentari...Ecco perchè ieri notte l'ho passata all'ospedale, preda di una gastrite acuta dovuta a qualcosa ingerito e subitamente rigettata. Spasmi e crampi addominali per colpa di un patè di funghi verosimilmente avariato. Adesso a stecchetto. Ho trovato l'incentivo che cercavo.
    June 20

    Travaglius a Serravalle

    Mercoledì 24 giugno, ore 17.30, Marco Travaglio presenta il suo ultimo libro, che a occhio e croce dovrebbe essere "Italia AnnoZero". No need to say we'll be there.
    June 19

    Nazionale (dis)amore mio

    Ragazzi, neanche la Nazionale ci salva più. Una partita tecnicamente più brutta (da parte nostra s'intende) di quella con l'Egitto non la vedevo da anni. Mi ricordo di un Italia-Belgio 1-3 a Lecce, o un Italia-Danimarca 2-3 a Napoli, o ancora di un Islanda-Italia 2-0 a Rejkyavyk o di un Italia-Slovenia 0-1 a Trieste. Ma come oggi mai...
    BUFFON 6 - Colpe non ne ha, ma ormai non fa più nemmeno i miracoli. Dunque è un portiere normale, medio-alto livello.
    ZAMBROTTA 4 - Tecnicamente una pippa, dopo essere andato al Barca (dove in due anni lo avranno fatto correre sì e no 4 volte, il gruppo lo guidava Ronaldinho) anche atleticamente non c'è più.
    CHIELLINI 4 - Altro tipico esempio di giocatore che alla Juve fa il leone e nell'Italia fa schifo. Tecnicamente imbarazzante, tatticamente confusionario è buono solo nelle mischie.
    GROSSO 6 - Gli continuo a dare fiducia. E non solo per riconoscenza, ma per l'impegno che lui mette sempre in Nazionale.
    DE ROSSI 4 - Ma come si fa a sbagliare così tanti passaggi rasoterra? Capisco Gattuso, ma De Rossi?!? Per Caressa, tra i primi tre centrocampisti al mondo...mah!
    GATTUSO 6 - Lunga vita a Ringhio, anche se cominciano ad esaurirsi le batterie.
    PIRLO 3 - Ma chiudi la bocca e apri gli occhi, cretino!
    QUAGLIARELLA 5,5 - Oggi male, in generale è forte, certo non è un fenomeno.
    IAQUINTA 6,5 - Ha la faccia da beota. Per questo la sua abnegazione è ancora più apprezzabile. Anche se è sgraziato come un elefante.
    ROSSI 6 - L'unico talento e Lippi lo leva...
    MONTOLIVO 4 - Pirlo2 la vendetta. Super-mega-iper-stravalutato.
    PEPE 5 - Facciamo giocare le riserve dell'Udinese e lasciamo a casa Cassano????
    TONI 2 - Se era ancora integro, ti pare che sarebbe finito al Bayern??? Giocatore megafinito.
    LIPPI 1 - Borioso, arrogante, montato, antipatico, permaloso, viareggino e lampadato. E poi? 
    June 17

    Alcuna voglia di tenerezza

    Mercoledì notte 8 luglio a Roma (luogo ancora da definire) manifestazione di protesta contro la c.d. "legge alfano" sulle intercettazioni e la restrizione della libertà di stampa. Verrà spiegata la legge che è stata appena approvata e citati i grandi scandali degli ultimi anni che, senza intercettazioni, non sarebbero venuti alla luce. Inframezzeranno le riproduzioni di intercettazioni famose, inedite e non.
    Chi è interessato, mi contatti pure.
    June 16

    Alcune semplici domande

    Oggi, 16 giugno 2009, mi sono svegliato con queste domande nella testa.
    1) Com'è possibile che i detenuti di Guantanamo che accoglieremo in Italia saranno liberi di muoversi per tutta l'area Shengen? Sono colpevoli e, se sì, di cosa e sulla base di quali prove? E, se sì, com'è che gli verrà concessa libertà di movimento?
    2) La legge "anti-intercettazioni" appena passata in Parlamento prevede che un pm venga spogliato del fascicolo sulla base di generiche accuse di fuoriuscita di informazioni. L'indagato stesso, cioè, potrà presentare un esposto per denunciare che il suo prosecutore ha fatto dichiarazioni sul processo ancora in corso, in modo da sollevarlo dall'incarico, allungando tempi e costi del processo. E' così?
    3) Fissare un limite massimo (60 giorni) per le eventuali intercettazioni ambientali non costituisce un vantaggio informativo enorme per i potenziali criminali?
    4) Perchè la legge sulle intercettazioni ha avuto la prelazione sul decreto a favore dei terremotati?
    5) Come mai nessuno - eccetto rare, meritorie eccezioni - si incazza più da morire su questi temi?
    6) Siamo ormai tutti irrimediabilmente assuefatti a questo schifo?
    June 11

    Berlinguer

    Sono nato un anno dopo che lui era morto. Mi sono avvicinato alla politica che non solo il suo partito, ma anche il suo messaggio non c'era già più. Mi sono interessato alla sua persona solo 25 anni dopo che se ne era andata. Eppure, il tono pacato e cristallino della sua voce, con il suo piacevole timbro sardo, mi è risuonata subito ferma e pura. Ne faccio una questione fonetica, anzi "fon-etica": dinanzi al deserto morale dei nostri tempi, recuperiamo la voce di Enrico. 
    June 10

    The importance of being sorry

    L'Economist e Repubblica pongono un quesito interessante, confinato ahimè a quel nuovo contesto geopolitico che è "il mondo tranne l'italia": siamo entrati nell'epoca del "sorry"? Numerosi esempi - in Inghilterra, ma non solo - dimostrano una ritrovata predisposizione a chiedere scusa, ai propri elettori, ai propri clienti, ai propri tifosi, a coloro che si aveva insultato o anche solo inavvertitamente urtato. Un atteggiamento salutare, più vicino all'autoflagellazione che all'autoassoluzione, che denota consapevolezza della propria fallibilità, senso di responsabilità nei confronti dei propri interlocutori, educazione e buone maniere. Tutti comportamenti che in Italia non sappiamo più replicare. Dalla vita di strada alla politica, dallo sport all'economia, non c'è più nessuno che sappia mettere da parte il proprio ego e cospargersi (disinteressatamente) il capo di cenere. L'arroganza sembra pagare ad libitum, fintanto che non viene superata da una tracotanza ancora maggiore. Nessuno sembra invece accorgersi che una pacata richiesta di scuse - se complementare ad un ferreo rispetto delle regole - è il viatico per una convivenza civile più trasparente e partecipata.
    June 09

    Elezioni 2009

    Al solito, alle elezioni tutti vincono e nessuno perde. Analisi capziose per cui si guarda sempre e solo in casa altrui, reticenti all'autoanalisi e all'autoammenda. Il vulnus è diffuso, nessuno esente. Il solito squallido teatrino italiano, in cui sai esattamente in partenza chi dirà cosa.
    A mio modo di vedere, le elezioni europee (con un'indubbia connotazione politica nazionale, altrimenti non saremmo andati a votare più del resto degli europei) possono dire di averle "vinte" solo Lega Nord (preoccupante) e Idv (benaugurante). Berlusconi ha perso, il Pd ha straperso (soprattutto se consideriamo i risultati delle amministrative), la Sinistra ha riaffermato la sua vocazione al suicidio (in una gara a chi è più duro e puro, le sue varie correnti perdono sistematicamente da qualche anno la rappresentanza: ci sono più partiti che elettori oramai), l'Udc non avanza. Dire che la maggioranza degli italiani ha votato "contro" Berlusconi, purtroppo, non è condizione sufficiente all'ottimismo, dato che le alternative concrete hanno fallito nell'intercettarne gli umori e le speranze. In questo senso, la formazione di Di Pietro è stata la più convincente, la più coerente, la più battagliera. La Lega forse è l'ultima che interpreta la politica alla vecchia maniera, presidiando il territorio: i circoli e le sezioni in camicia verde escono dallo stato di rarefazione che li contraddistingue nelle altre aree politiche, riuscendo in questo modo a capire quale sia la "pancia" della gente per poi parlarvi. Con linguaggio rozzo, spesso razzista, sempre riduttivo e facilone: il che rispecchia perfettamente l'elettorato leghista al nord, che sarà anche molto produttivo ma è pure ignorante e superficiale (se parliamo di solidarietà civile).
    Allargando lo sguardo all'Europa, atto che normalmente suscita sollievo rispetto alla solita canea italiota, le prospettive sono ancora più nere. Il vento che spira verso destra è potente, potentissimo. Il paradosso è che al Parlamento di Strasburgo sono approdati gruppi che proprio quel Parlamento, quell'afflato paneuropeo, quella prospettiva di integrazione politica vanno confutando, spesso con riverberi sciovinisti neofascisti. La sensazione che si ha spesso andando all'estero, che cioè i nostri concittadini europei posseggano un europeismo più radicato, intriso di senso civico e delle istituzioni, andrà forse rivista. Nella speranza che l'opera di Obama dall'altra parte dell'Atlantico restituisca entusiasmo ed idee ad un socialismo sempre più confuso e "liquido", non ci rimane che rimboccarci le maniche e ripartire. In questo rispetto, forse una batosta ancora più inequivocabile sarebbe stata catalizzante. Invece, ce ne stiamo ancora qui, ostaggi di un eterno "poteva essere peggio" che rischieremo di pagare ancora per molto.
    June 06

    Richiesta

    Vi prego, vi scongiuro, vi supplico, vi imploro di andare a leggere il discorso pronunciato da Obama al Cairo lo scorso 4 giugno.
    Per una volta, non farò menzione della pochezza morale che caratterizza i nostri governanti, ma solo della statura di un grande uomo. Nato per unire, lui stesso è frutto dell'unione e della concordia tra popoli e religioni. Lui è la risposta vivente alla pace che stiamo cercando, è la risposta vivente che sperare è ancora benefico. Barack Hussein Obama è l'appiglio etico cui si aggrappa la nostra coscienza planetaria (per chi ce l'ha, si intende).
    June 05

    Dedica a Montanelli

    Ti avvicini a Indro Montanelli e ti chiedi quante vite abbia vissuto. Se cioè i fatti del mondo, prima di compiersi, non gli chiedessero il permesso. La relazione può a buon diritto dirsi biunivoca: lui ha fatto la storia (del giornalismo italiano e non solo), ma è ancora più vero che la Storia ha fatto lui.
    La riflessione trae spunto dalla visita alla mostra "Indro Montanelli: la vita, le opere,i luoghi", in corso presso al Palazzo della Volta a Fucecchio, città natale del giornalista. Un'esposizione sobria, congrua allo stile essenziale di Montanelli, che non a caso adorava l'inglese, così scientifico e disadorno. Una mostra che si avvale di contributi scritti (anche alcuni appunti inediti) e orali (memorabili le interviste rilasciate ad Enzo Biagi, suo alter ego così distante e complementare), e che permette di conoscere la smisurata produzione di Indro: articoli, saggi, corrispondenze, lezioni di letteratura italiana, romanzi. Ti chiedi se per alcuni geni letterari le giornate non durino molte più ore, per consentir loro di leggere,studiare, pensare e scrivere così tanto.
    L'impressione davanti al maestro è che non avesse altro filo conduttore che la propria coscienza: una coscienza mutevole, che sapeva e voleva stare al passo dei tempi. Non certo per piaggieria demagogica, quanto per l'intimo legame che lo legava allo spirito dei suoi tempi, e che lo rendeva uno degli interpreti più disincantati ed ironici di tutti  processi sociali, ideologici, politici nel Novecento. Fascista convinto, non rinnegò mai la sua adesione (che lo spinse ad arruolarsi come volontario in Etiopia nel '36) perchè era frutto dell'ardore civile e sociale che covava da giovane. Cronista nella Finlandia attaccata dai sovietici (in quel momento l'atteggiamento diplomatico doveva essere filo-sovietico, in ottemperanza al patto Molotov-von Ribbentrop), non esitò un secondo ad illustrare le turpitudini di Stalin. Certo, non fu mai apertamente anti-fascista (come immagino milioni di italiani avrebbero sperato di vederlo), il che pone, anche ai miei occhi, seri interrogativi: ma non tradì ma la sua responsabilità verso il lettore, anche quando un facile populismo lo avrebbe messo al riparo da ostacoli e insulti. Così come non fu mai sufficientemente anti-berlusconiano (non c'era bisogno di aspettare il Berlusconi politico per scorgere le sue magagne, per i canoni di Montanelli doveva bastare e avanzavare il Berlusconi imprenditore): ma quando Silvio scese in campo, il suo senso etico gli impedì di continuare al timone de "Il Giornale".
    Una vita piena di cose, di incontri e conoscenze importanti, che egli sembrava padroneggiare con la signorilità che gli proveniva dal suo alto lignaggio (la madre era nobile). Ma che invece erano per lui, spesso, fonte di dolori e preoccupazioni, di dubbi e rimorsi, complice la sindrome maniaco-depressiva da cui era afflitto: una vera e propria dichiarazione di umanità, che a Fucecchio emerge con ancora più forza. E in cui vale la pena di immergersi.
    Ciao Indro.
     
    Un aspirante giornalista